C.C.Q. Casalazzara

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© Comitato Cittadino di Quartiere Casalazzara

Antichità

Casalazzara è la frazione più antica del comune di Aprilia, abitata sin dal paleolitico, era in età storica

appartenente al territorio latino dei Rutuli che andava dalla città di Ardea fino al territorio della avversaria Lanuvio lungo l'antica via delle comunità Albensi. Questa via (di cui è ancora visibile un piccolo tratto all'altezza dell'incrocio con la Pontina vecchia) che attraversava il Latium vetus collegava le città latine dei colli e quelle che sorgevano sul mare. Il conflitto fra Ardea e Lanuvio (protagoniste poi della Lega latina) è riportato anche nell'Eneide di Virgilio a cui infatti sono intitolate le scuole medie di Ardea. Un antico insediamento ardeate rinvenuto sul pianoro di Casalazzara testimonia il periodo di massima espansione dei Rutuli nel V secolo a.C. e il legame originario che questa frazione ha con la cittadina di Ardea. Sono visibili in Casalazzara i bastioni di fortificazione della città rutula ed è presente un bellissimo bosco di querce alle spalle della Chiesa di S. Giuseppe, che ospita diverse specie protette ed è attraversato da un piccolo affluente del fiume Incastro, emissario del "lago di Manzolini". In passato sono state rinvenute tracce di una necropoli risalente all'VIII secolo a.C. legata a società pre-romane. I primi ritrovamenti ebbero luogo a fine ‘800, ad opera di alcuni archeologi inglesi che riportarono alla luce materiale ceramico ornamentale, esposto al museo di Londra. Molti i ritrovamenti successivi di tombe e materiali appartenuti a Rutuli, Etruschi e Romani esposti al vicinoMuseo nazionale preistorico etnografico Luigi Pigorini e ai musei di Genzano e Nemi. In questa zona si accampò il re Tarquinio il Superbo per porre assedio ad Ardea mentre a Roma una rivolta popolare lo spodestava e dichiarava la repubblica. Nel IV secolo a.C. sempre in questa zona si svolse una battaglia fra i romani guidati da Furio Camillo e i galli Senoni che avevano occupato Roma. I romani successivamente inglobarono Ardea e il suo circondario, compresa quindi la futura Casalazzara, a Roma nel cui territorio restò fino al 1936 quando venne fondata Aprilia.   

Medioevo e modernità

Lo strano nome di Casa Lazzara deriva dal fatto che in età medievale la zona, situata ai margini delle paludi pontine, caduta in forte decadenza e annessa al territorio stesso di Roma sin dall'antichità, ospitava un lazzaretto in cui venivano confinati i lebbrosi e altri malati espulsi dall'Urbe. I resti di tale torre del X secolo adibita a Lazzaretto di Roma sono ancora visibili in via Casalazzara.

In età medioevale la frazione, nel 903, ospitò Papa Leone V nato nella stessa Ardea, quando questo territorio afferiva ai monaci benedettini dellaAbbazia di San Paolo fuori le mura che qui possedevano un casale e il lazzaretto: fra i compiti dei benedettini infatti c'era quello dell'assistenza ai malati. Il casale di Casalazzara poi passò ai Colonna nel 1421, successivamente ai Caffarelli nel 1461 che la tenevano ancora nel 1803 quando il Catasto Annonario la descriveva confinante con il territorio di Ardea con una estensione di 512 rubbia pari a circa 947 ettari e infine fu annesso ad Aprilia all'atto della sua fondazione nel 1936. A Casalazzara si venera una Madonna degli ammalati. Nel 900 sorgeva in zona Castellaccio un castello dei Frangipane, mentre nel 1461 i Colonna erigono un palazzo con torre merlata in Campo del Fico (entrambi i ruderi in via apriliana).

Nel 1564 la rocca di Ardea, spopolata e in abbandono, passò nel dominio feudale degli Sforza Cesarini mentre Casalazzara restò ai Caffarelli. Nel 1816, con la Restaurazione e la fine della feudalità, a causa dell'esiguo numero di abitanti Ardea e Casalazzara divennero frazioni di Genzano di Roma che a sua volta era entrato sotto le dipendenze dirette della Santa Sede che lo elesse a città. Iniziò così un lento recupero della zona di cui sono testimonianza dei terrazzamenti visibili in via Pasubio. Come già detto, solo con la bonifica pontina Casalazzara fu ripopolata e annessa ad Aprilia nel 1936.

Età contemporanea

Nel periodo della bonifica molti abitanti di origine trentina furono chiamati a coltivare le terre di Casalazzara da una colonia che essi avevano fondato in Bosnia a Banja Luka. Furono questi coloni a costruire la chiesa e a gettare le basi dell'insediamento attuale del borgo. Nel 1944 dopo lo Sbarco di Anzio la zona è stata investita e distrutta - come la stessa Aprilia - da una feroce battaglia fra le truppe americane e quelle tedesche per la conquista di Roma, i cui caduti riposano nel vicino cimitero militare germanico di Pomezia. I nazisti prima di ritirarsi fecero saltare in aria l'antica torre adibita a lazzaretto per non dare punti di appoggio agli alleati che avanzavano verso la Capitale. Negli anni '50 la riforma agraria permise la lottizzazione dei poderi realizzati a fine anni 30, avviandone in realtà la svolta residenziale e compromettendone largamente l'originale funzione agricola. Vi sorge la chiesa di S. Giuseppe in Casalazzara (1960), l'Istituto Niccolò Copernico e alcuni servizi commerciali, impianti sportivi, oratorio con centro sociale anziani e ludoteca, diverse piccole fabbriche, impianti produttivi e negozi, case cantoniere e dell'ONC, mentre la fabbrica della Yale che rese noto il centro dagli anni '70 al 2000, ha chiuso e delocalizzato gli impianti e ospita oggi l'azienda Inchipla, dove doveva sorgere il nuovo depuratore, anche se nei paraggi vi è una sorgente d'acque minerale citata sin nei testi antichi. Alcuni hanno ipotizzato l'ingresso di Aprilia nella Città Metropolitana di Roma. Questo piccolo centro abitato si sviluppa attorno a uno slargo, da poco riconosciuto dal comune come "borgo storico" in previsione della costruzione di una piazza attorno alla chiesa di S. Giuseppe con area abitativa e servizi, di cui esistono i progetti, ed è e servito da una piccola stazione COTRAL che lo collega a Roma e Latina. Recentemente nella zona si era manifestato il rischio che vi sorgesse una discarica, ma le lotte degli abitanti della borgata lo hanno scongiurato.